Storia locale e archeologia
Aurora e le altre – Breve storia delle sale cinematografiche a Barisardo e dintorni negli anni Cinquanta e Sessanta
Gianna CabidduLa straordinaria novità del cinematografo agli inizi del Novecento ci racconta molto della società dell’epoca, quando anche in Sardegna abbiamo i primi esercizi stabili dove è possibile vedere i film grazie a importanti investimenti di numerosi imprenditori e imprenditrici attratti dalle possibili entrate economiche.
La ricerca di Gianna Cabiddu intende rievocare, ricordare e ricostruire l’arrivo del cinematografo in Ogliastra, attraverso le storie personali e imprenditoriali degli esercenti, donne e uomini, che a Barisardo, Tortolì, Tertenia, Villagrande, Jerzu, Gairo aprono i primi locali destinati alle proiezioni cinematografiche.
Il cinema è stato la più popolare forma d’arte e i cinematografi sono stati i luoghi, e in parte lo sono ancora, in cui si è celebrato il più bello dei miracoli, stare insieme e condividere delle emozioni davanti a uno schermo in una sala buia, dentro la quale si possono vivere le avventure più incredibili e appassionanti.
Nei piccoli paesi dell’Ogliastra si aprono dagli anni Trenta in poi tante sale cinematografiche dove le persone si incontrano dopo le lunghe giornate di lavoro. Quelle sale sarebbero dovute restare al servizio delle piccole comunità come centri di cultura, sono invece pochissime quelle che hanno resistito ai tanti cambiamenti della fruizione, gli spettatori hanno perduto i luoghi della visione, che oggi sono disseminati in altre innumerevoli forme e modalità dell’era televisiva e dei servizi di streaming.
L’architetto Renzo Piano ha definito le sale cinematografiche luoghi per la gente ed è questo che emerge dalle numerose testimonianze raccolte da Gianna, luoghi dove ci si incontrava e ci si poteva finalmente distrarre dalla quotidianità spesso difficile. Spettatori e spettatrici di ogni età piangevano, ridevano, commentavano e discutevano, la visione sul grande schermo anche nei piccoli paesi dell’Ogliastra era un importante rito collettivo.
Oggi ci sono bambini e adolescenti che non sono mai andati al cinema, non hanno vissuto l’emozione che provoca la sala cinematografica conducendoci in uno stato onirico e di rispecchiamento.
Con la chiusura delle sale il loro valore sociale e di incontro è ormai andato perduto, in quasi tutti i piccoli e medio grandi paesi, e anche nelle città più grandi le sale cinematografiche soffrono una pericolosa erosione, e nelle scorse settimane il presidente Sergio Mattarella, appassionato cinefilo, durante la cerimonia dei “David di Donatello” ha fatto un appello per salvare le sale come centro di riferimento culturale e sociale al servizio dei cittadini e delle cittadine.
Lo studio ci restituisce, la memoria di quei luoghi per la gente e le tante storie che diedero vita alle sale cinematografiche, che contribuirono con il cinema e i suoi meccanismi di identificazione e seduzione a creare un pubblico universale dove tutti, adulti e bambini, intellettuali e analfabeti partecipano insieme e in modo simile allo stesso spettacolo filmico, che sia in Sardegna in Ogliastra o a Hollywood.
(Presentazione di Alessandra Piras – Ideatrice Cagliari Film Festival)
