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	<title>Edizioni Grafica del Parteolla &#187; Catalogo</title>
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		<title>Aurora e le altre &#8211; Breve storia delle sale cinematografiche a Barisardo e dintorni negli anni Cinquanta e Sessanta</title>
		<link>http://www.graficadelparteolla.com/aurora-e-le-altre-breve-storia-delle-sale-cinematografiche-a-barisardo-e-dintorni-negli-anni-cinquanta-e-sessanta/</link>
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		<pubDate>Sat, 01 Nov 2025 11:46:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>graficadelparteolla</dc:creator>
				<category><![CDATA[Storia locale e archeologia]]></category>

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		<description><![CDATA[La straordinaria novità del cinematografo agli inizi del Novecento ci racconta molto della società dell’epoca, quando anche in Sardegna abbiamo i primi esercizi stabili dove è possibile vedere i film grazie a importanti investimenti di numerosi imprenditori e imprenditrici attratti dalle possibili entrate economiche. La ricerca di Gianna Cabiddu intende rievocare, ricordare e ricostruire l’arrivo del cinematografo in Ogliastra, attraverso le storie personali e imprenditoriali degli esercenti, donne e uomini, che a Barisardo, Tortolì, Tertenia, Villagrande, Jerzu, Gairo aprono i primi locali destinati alle proiezioni cinematografiche. Il cinema è stato la più popolare forma d’arte e i cinematografi sono stati i luoghi, e in parte lo sono ancora, in cui si è celebrato il più bello dei miracoli, stare insieme e condividere delle emozioni davanti a uno schermo in una sala buia, dentro la quale si possono vivere le avventure più incredibili e appassionanti. Nei piccoli paesi dell’Ogliastra si aprono dagli anni Trenta in poi tante sale cinematografiche dove le persone si incontrano dopo le lunghe giornate di lavoro. Quelle sale sarebbero dovute restare al servizio delle piccole comunità come centri di cultura, sono invece pochissime quelle che hanno resistito ai tanti cambiamenti della fruizione, gli spettatori hanno perduto i luoghi della visione, che oggi sono disseminati in altre innumerevoli forme e modalità dell’era televisiva e dei servizi di streaming. L’architetto Renzo Piano ha definito le sale cinematografiche luoghi per la gente ed è questo che emerge dalle numerose testimonianze raccolte da Gianna, luoghi dove ci si incontrava e ci si poteva finalmente distrarre dalla quotidianità spesso difficile. Spettatori e spettatrici di ogni età piangevano, ridevano, commentavano e discutevano, la visione sul grande schermo anche nei piccoli paesi dell’Ogliastra era un importante rito collettivo. Oggi ci sono bambini e adolescenti che non sono mai andati al cinema, non hanno vissuto &#8230; <a href="http://www.graficadelparteolla.com/aurora-e-le-altre-breve-storia-delle-sale-cinematografiche-a-barisardo-e-dintorni-negli-anni-cinquanta-e-sessanta/">Continua a leggere <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La straordinaria novità del cinematografo agli inizi del Novecento ci racconta molto della società dell’epoca, quando anche in Sardegna abbiamo i primi esercizi stabili dove è possibile vedere i film grazie a importanti investimenti di numerosi imprenditori e imprenditrici attratti dalle possibili entrate economiche.<br />
La ricerca di Gianna Cabiddu intende rievocare, ricordare e ricostruire l’arrivo del cinematografo in Ogliastra, attraverso le storie personali e imprenditoriali degli esercenti, donne e uomini, che a Barisardo, Tortolì, Tertenia, Villagrande, Jerzu, Gairo aprono i primi locali destinati alle proiezioni cinematografiche.<br />
Il cinema è stato la più popolare forma d’arte e i cinematografi sono stati i luoghi, e in parte lo sono ancora, in cui si è celebrato il più bello dei miracoli, stare insieme e condividere delle emozioni davanti a uno schermo in una sala buia, dentro la quale si possono vivere le avventure più incredibili e appassionanti.<br />
Nei piccoli paesi dell’Ogliastra si aprono dagli anni Trenta in poi tante sale cinematografiche dove le persone si incontrano dopo le lunghe giornate di lavoro. Quelle sale sarebbero dovute restare al servizio delle piccole comunità come centri di cultura, sono invece pochissime quelle che hanno resistito ai tanti cambiamenti della fruizione, gli spettatori hanno perduto i luoghi della visione, che oggi sono disseminati in altre innumerevoli forme e modalità dell’era televisiva e dei servizi di streaming.<br />
L’architetto Renzo Piano ha definito le sale cinematografiche luoghi per la gente ed è questo che emerge dalle numerose testimonianze raccolte da Gianna, luoghi dove ci si incontrava e ci si poteva finalmente distrarre dalla quotidianità spesso difficile. Spettatori e spettatrici di ogni età piangevano, ridevano, commentavano e discutevano, la visione sul grande schermo anche nei piccoli paesi dell’Ogliastra era un importante rito collettivo.<br />
Oggi ci sono bambini e adolescenti che non sono mai andati al cinema, non hanno vissuto l’emozione che provoca la sala cinematografica conducendoci in uno stato onirico e di rispecchiamento.<br />
Con la chiusura delle sale il loro valore sociale e di incontro è ormai andato perduto, in quasi tutti i piccoli e medio grandi paesi, e anche nelle città più grandi le sale cinematografiche soffrono una pericolosa erosione, e nelle scorse settimane il presidente Sergio Mattarella, appassionato cinefilo, durante la cerimonia dei “David di Donatello” ha fatto un appello per salvare le sale come centro di riferimento culturale e sociale al servizio dei cittadini e delle cittadine.<br />
Lo studio ci restituisce, la memoria di quei luoghi per la gente e le tante storie che diedero vita alle sale cinematografiche, che contribuirono con il cinema e i suoi meccanismi di identificazione e seduzione a creare un pubblico universale dove tutti, adulti e bambini, intellettuali e analfabeti partecipano insieme e in modo simile allo stesso spettacolo filmico, che sia in Sardegna in Ogliastra o a Hollywood.<br />
(Presentazione di Alessandra Piras &#8211; Ideatrice Cagliari Film Festival)</p>
<p><a href="http://www.graficadelparteolla.com/aurora-e-le-altre-breve-storia-delle-sale-cinematografiche-a-barisardo-e-dintorni-negli-anni-cinquanta-e-sessanta/aurora-e-le-altre-isbn/" rel="attachment wp-att-6508"><img src="http://www.graficadelparteolla.com/cnt/site/edizioni_grafica_parteolla/files/Aurora-e-le-altre-ISBN.jpg" alt="" title="Aurora e le altre ISBN" width="784" height="576" class="alignnone size-full wp-image-6508" /></a></p>
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		<title>Molentargius &#8211; Ali sullo stagno</title>
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		<pubDate>Sat, 01 Nov 2025 11:05:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>graficadelparteolla</dc:creator>
				<category><![CDATA[Catalogo]]></category>
		<category><![CDATA[Natura, ambiente e territorio]]></category>
		<category><![CDATA[Varie]]></category>
		<category><![CDATA[francesco piga]]></category>

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		<description><![CDATA[In 216 pagine a colori, l&#8217;autore rievoca una delle tante incursioni fotografiche all&#8217;interno del Molentargius (una delle zone umide più importanti del Mediterraneo), avvicendando storie e vita degli abitatori alati dello stagno, che sono i veri protagonisti del volume, narrato e corredato da immagini spettacolari che documentano le abitudini e i comportamenti degli animali, accompagnate da appropriate didascalie esplicative.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In 216 pagine a colori, l&#8217;autore rievoca una delle tante incursioni fotografiche all&#8217;interno del Molentargius (una delle zone umide più importanti del Mediterraneo), avvicendando storie e vita degli abitatori alati dello stagno, che sono i veri protagonisti del volume, narrato e corredato da immagini spettacolari che documentano le abitudini e i comportamenti degli animali, accompagnate da appropriate didascalie esplicative.</p>
<p><a href="http://www.graficadelparteolla.com/molentargius-ali-sullo-stagno/molentargius-isbn/" rel="attachment wp-att-6524"><img src="http://www.graficadelparteolla.com/cnt/site/edizioni_grafica_parteolla/files/Molentargius-ISBN.png" alt="" title="Molentargius ISBN" width="753" height="792" class="alignnone size-full wp-image-6524" /></a></p>
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		<title>Sa Justitia e le leggi del Cuore &#8211; Biografia di Salvatore Fancello</title>
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		<pubDate>Fri, 01 Aug 2025 10:08:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>graficadelparteolla</dc:creator>
				<category><![CDATA[Storia locale e archeologia]]></category>
		<category><![CDATA[Pirroni Luigi]]></category>

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		<description><![CDATA[Una “piccola storia”, un “racconto di racconti”, quello della vita di Salvatore Innocente Fancello e della sua Urzulei, che Luigi Pirroni riscopre, celebrando il rito antico della memoria e dell’identità dei luoghi e delle persone che, per qualche tempo, li hanno vissuti e hanno dato loro un’anima. Il protagonista di questa storia è un uomo che portava già nel nome il suo destino: salvare (e salvarsi) dalla miseria, dall’ignoranza, dal dolore e, per questo e nonostante tutto, Innocente, lontano cioè dall’intenzione e dalla volontà di fare del male, di nuocere, di arrecare danno ad altri; un nome e un destino insieme coerenti e contraddittori come solo la vita di chi non si lascia vivere può esserlo: sempre al limite, combattente e combattuta, mai definitivamente arresa. Salvatore Innocente, era, in effetti, un uomo, davvero singolarmente, a cavallo: di due secoli, innanzitutto – nato il 28 dicembre del 1899 e registrato all’anagrafe il primo gennaio del 1900 &#8211; ma anche di mondi e di società in rapida evoluzione. Lui stesso racconta di come, tornato in paese dopo quattro anni di carcere, quasi non lo riconosca: il fascismo è arrivato anche in quella che doveva essere, allora ancora più di oggi, un’estrema periferia; tutto è cambiato e non in meglio; solo la povertà, quella è rimasta, più feroce di prima, aggravata dalla miseria morale in cui l’Italia intera è precipitata, che fa dipendere dalla fedeltà al regime anche le condizioni di vita materiale dei singoli, togliendo loro persino quel bene – la libertà – che non si compra ma che il nostro protagonista pagherà a caro prezzo, finendo nella lista nera del Casellario Politico Centrale, alla voce “persone pericolose per la sicurezza Nazionale”. La “piccola storia” si innesta così nella “grande Storia”, quella che ad Urzulei si era presentata, lasciando una scia di &#8230; <a href="http://www.graficadelparteolla.com/sa-justitia-e-le-leggi-del-cuore-biografia-di-salvatore-fancello/">Continua a leggere <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Una “piccola storia”, un “racconto di racconti”, quello della vita di Salvatore Innocente Fancello e della sua Urzulei, che Luigi Pirroni riscopre, celebrando il rito antico della memoria e dell’identità dei luoghi e delle persone che, per qualche tempo, li hanno vissuti e hanno dato loro un’anima.<br />
Il protagonista di questa storia è un uomo che portava già nel nome il suo destino: salvare (e salvarsi) dalla miseria, dall’ignoranza, dal dolore e, per questo e nonostante tutto, Innocente, lontano cioè dall’intenzione e dalla volontà di fare del male, di nuocere, di arrecare danno ad altri; un nome e un destino insieme coerenti e contraddittori come solo la vita di chi non si lascia vivere può esserlo: sempre al limite, combattente e combattuta, mai definitivamente arresa.<br />
Salvatore Innocente, era, in effetti, un uomo, davvero singolarmente, a cavallo: di due secoli, innanzitutto – nato il 28 dicembre del 1899 e registrato all’anagrafe il primo gennaio del 1900 &#8211; ma anche di mondi e di società in rapida evoluzione. Lui stesso racconta di come, tornato in paese dopo quattro anni di carcere, quasi non lo riconosca: il fascismo è arrivato anche in quella che doveva essere, allora ancora più di oggi, un’estrema periferia; tutto è cambiato e non in meglio; solo la povertà, quella è rimasta, più feroce di prima, aggravata dalla miseria morale in cui l’Italia intera è precipitata, che fa dipendere dalla fedeltà al regime anche le condizioni di vita materiale dei singoli, togliendo loro persino quel bene – la libertà – che non si compra ma che il nostro protagonista pagherà a caro prezzo, finendo nella lista nera del Casellario Politico Centrale, alla voce “persone pericolose per la sicurezza Nazionale”.<br />
La “piccola storia” si innesta così nella “grande Storia”, quella che ad Urzulei si era presentata, lasciando una scia di sangue senza precedenti, con la grande guerra: quarantaquattro giovani vite falciate senza neanche sapere il perché e, insieme ai morti, i reduci, che hanno visto l’indicibile orrore e, sopravvissuti, trasfigurano: la trincea, gli assalti all’arma bianca sotto l’effetto dell’alcol, il freddo e la mitraglia; tutto diventa un’epopea, un trionfo… una mistificazione! &#8230; (dalla prefazione della prof.ssa avv. Maria Agostina Cabiddu)</p>
<p><a href="http://www.graficadelparteolla.com/sa-justitia-e-le-leggi-del-cuore-biografia-di-salvatore-fancello/sa-justitia-isbn/" rel="attachment wp-att-6502"><img src="http://www.graficadelparteolla.com/cnt/site/edizioni_grafica_parteolla/files/Sa-Justitia-ISBN.jpg" alt="" title="Sa Justitia ISBN" width="555" height="789" class="alignnone size-full wp-image-6502" /></a></p>
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		<title>Il primo galoppo (l’ombra del cavallo sugli scudi shardana)</title>
		<link>http://www.graficadelparteolla.com/il-primo-galoppo-lombra-del-cavallo-sugli-scudi-shardana/</link>
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		<pubDate>Sun, 01 Jun 2025 09:47:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>graficadelparteolla</dc:creator>
				<category><![CDATA[Catalogo]]></category>
		<category><![CDATA[Linguistica]]></category>
		<category><![CDATA[Salvatore Dedola]]></category>

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		<description><![CDATA[Questo libro è il trentesimo impegno di Salvatore Dedola. Venticinque sono le opere di glottologia con le quali ha indagato tutto lo scibile della Sardegna antica, e non solo, secondo una metodologia innovativa che lo ha indotto a esaminare il corso vitale delle parole, fin dalla più remota apparizione dei radicali costituenti l’ossatura delle voci. Tutto ciò ha interessato la lingua sarda e le lingue europee antiche, quali l’italiano, il greco, il latino, con una speciale attenzione all’apparato della Lingua Gotica. Oltre alla Grammatica Storica ed Etimologica della Lingua Sarda, Dedola ha scritto, fra numerose opere, tre dizionari etimologici, quello della Lingua Sarda, quello del Dialetto Sassarese, quello della Lingua Gotica, compiendo un’impresa sistematica la quale consente agli studiosi di mettere a confronto tre fondamentali apparati lessicali e, in estensione, l’intero scibile europeo. Oggi Dedola sta lavorando assiduamente a un Dizionario Etimologico della Lingua Mediterranea. Questo libro invece s’impegna a scrutare il cavallo sardo, la cui esistenza svanisce tra le nebbie della preistoria. Finora si è discusso sugli aspetti genetici del cavallo, sulla diffusione delle razze, sui tipi di allevamento, del dressage, dello sport. Nient’altro. S’ignorano le molle profonde che han fatto scaturire le voci attinenti alla sua vita, all’aspetto, al comportamento, agli arnesi dedicati a questo nobile animale. E niente si sa dire delle numerose feste dove il cavallo è l’ospite d’onore. Sinora le parole fiorite sul mondo equestre non erano state indagate, ivi compreso lo stesso nome del cavallo, espresso in numerose lingue. Dedola, nel portare lo scavo sino alle basi arcaiche, ha restituito le conoscenze ancestrali che attengono al Neolitico e perfino al Paleolitico, quando tra l’Homo ed il quadrupede scattò la prima scintilla di amicizia e fedeltà.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Questo libro è il trentesimo impegno di Salvatore Dedola. Venticinque sono le opere di glottologia con le quali ha indagato tutto lo scibile della Sardegna antica, e non solo, secondo una metodologia innovativa che lo ha indotto a esaminare il corso vitale delle parole, fin dalla più remota apparizione dei radicali costituenti l’ossatura delle voci. Tutto ciò ha interessato la lingua sarda e le lingue europee antiche, quali l’italiano, il greco, il latino, con una speciale attenzione all’apparato della Lingua Gotica.<br />
   Oltre alla Grammatica Storica ed Etimologica della Lingua Sarda, Dedola ha scritto, fra numerose opere, tre dizionari etimologici, quello della Lingua Sarda, quello del Dialetto Sassarese, quello della Lingua Gotica, compiendo un’impresa sistematica la quale consente agli studiosi di mettere a confronto tre fondamentali apparati lessicali e, in estensione, l’intero scibile europeo. Oggi Dedola sta lavorando assiduamente a un Dizionario Etimologico della Lingua Mediterranea.<br />
   Questo libro invece s’impegna a scrutare il cavallo sardo, la cui esistenza svanisce tra le nebbie della preistoria. Finora si è discusso sugli aspetti genetici del cavallo, sulla diffusione delle razze, sui tipi di allevamento, del dressage, dello sport. Nient’altro. S’ignorano le molle profonde che han fatto scaturire le voci attinenti alla sua vita, all’aspetto, al comportamento, agli arnesi dedicati a questo nobile animale. E niente si sa dire delle numerose feste dove il cavallo è l’ospite d’onore.<br />
   Sinora le parole fiorite sul mondo equestre non erano state indagate, ivi compreso lo stesso nome del cavallo, espresso in numerose lingue. Dedola, nel portare lo scavo sino alle basi arcaiche, ha restituito le conoscenze ancestrali che attengono al Neolitico e perfino al Paleolitico, quando tra l’Homo ed il quadrupede scattò la prima scintilla di amicizia e fedeltà.<br />
<a href="http://www.graficadelparteolla.com/il-primo-galoppo-lombra-del-cavallo-sugli-scudi-shardana/il-primo-galoppo-isbn-2/" rel="attachment wp-att-6497"><img src="http://www.graficadelparteolla.com/cnt/site/edizioni_grafica_parteolla/files/Il-primo-galoppo-isbn1.jpg" alt="" title="Il primo galoppo isbn" width="554" height="790" class="alignnone size-full wp-image-6497" /></a></p>
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		<item>
		<title>Brabaisa &#8211; Elegia di un Esodo</title>
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		<pubDate>Thu, 10 Apr 2025 07:27:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>graficadelparteolla</dc:creator>
				<category><![CDATA[Catalogo]]></category>
		<category><![CDATA[Letteratura e critica letteraria]]></category>
		<category><![CDATA[Narrativa]]></category>
		<category><![CDATA[Salvatore Dedola]]></category>

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		<description><![CDATA[Salvatore Dedola è noto al folto pubblico come glottologo-etimologista, sulle cui tematiche ha scritto sinora 25 libri, il ventiseiesimo d’imminente pubblicazione. È giunto alla celebrità per aver compilato tre dizionari etimologici, quello della lingua sarda, quello del sassarese, quello della lingua gotica. L’Autore, oltre ad operare da un quarto di secolo una rigorosissima indagine sull’origine delle lingue europee, rimane pure un attento scrutatore della civiltà mediterranea ed europea, e le angosce di guerra che oggi tormentano la vastissima area non lo allettano all’indifferenza. Un’amara elegia scorre dalla sua penna in questo breve romanzo, mostrando le grandi speranze, le grandi delusioni dei flussi di popolazioni, le illusioni del melting pot, laddove esso sia stato tentato. Il presente fluidissimo racconto ha stile asciutto, icastico, musicale, uno stile al quale Dedola ci ha educato con i suoi molteplici trattati. Esso si stende come un sudario sul generale rinsecchimento delle coscienze e delle responsabilità politiche, dalle quali l’umanità si ritira con disgusto, preferendo le aiuole della sopravvivenza, nonostante essa sia orfana di germogli che profumino di speranza. Anche gli episodi d’amore, di cui il romanzo è costellato, non rinunciano alle vedute inesplorate, dove l’Autore introduce un’acuta prospettiva femminista, dalla quale tuttavia non traluce alcuna intesa tra uomo e donna, due esseri che s’attraggono e si rifiutano in un vortice che incenerisce la passione e la ragione. Ciò nonostante, il romanzo non rinuncia alla leggerezza, all’ironia, all’umorismo. Non rinuncia nemmeno alla vis comica, come nel lungo capitolo relativo alle vicende di Pam, oppure nella narrazione di Gemiliana. Beninteso, non è che Dedola abbia volutamente impastato il serio col faceto alla meccanica ricerca di un pendant che smorzasse i picchi del pessimismo. Il faceto impelle ad insaputa dell’Autore e risale tra le righe gorgogliando come nei Campi Flegrei, perché il vulcanismo aristofaneo che Dedola lascia emergere &#8230; <a href="http://www.graficadelparteolla.com/brabaisa-elegia-di-un-esodo/">Continua a leggere <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Salvatore Dedola è noto al folto pubblico come glottologo-etimologista, sulle cui tematiche ha scritto sinora 25 libri, il ventiseiesimo d’imminente pubblicazione. È giunto alla celebrità per aver compilato tre dizionari etimologici, quello della lingua sarda, quello del sassarese, quello della lingua gotica.<br />
L’Autore, oltre ad operare da un quarto di secolo una rigorosissima indagine sull’origine delle lingue europee, rimane pure un attento scrutatore della civiltà mediterranea ed europea, e le angosce di guerra che oggi tormentano la vastissima area non lo allettano all’indifferenza. Un’amara elegia scorre dalla sua penna in questo breve romanzo, mostrando le grandi speranze, le grandi delusioni dei flussi di popolazioni, le illusioni del melting pot, laddove esso sia stato tentato.<br />
Il presente fluidissimo racconto ha stile asciutto, icastico, musicale, uno stile al quale Dedola ci ha educato con i suoi molteplici trattati. Esso si stende come un sudario sul generale rinsecchimento delle coscienze e delle responsabilità politiche, dalle quali l’umanità si ritira con disgusto, preferendo le aiuole della sopravvivenza, nonostante essa sia orfana di germogli che profumino di speranza.<br />
Anche gli episodi d’amore, di cui il romanzo è costellato, non rinunciano alle vedute inesplorate, dove l’Autore introduce un’acuta prospettiva femminista, dalla quale tuttavia non traluce alcuna intesa tra uomo e donna, due esseri che s’attraggono e si rifiutano in un vortice che incenerisce la passione e la ragione.<br />
Ciò nonostante, il romanzo non rinuncia alla leggerezza, all’ironia, all’umorismo. Non rinuncia nemmeno alla vis comica, come nel lungo capitolo relativo alle vicende di Pam, oppure nella narrazione di Gemiliana.<br />
Beninteso, non è che Dedola abbia volutamente impastato il serio col faceto alla meccanica ricerca di un pendant che smorzasse i picchi del pessimismo. Il faceto impelle ad insaputa dell’Autore e risale tra le righe gorgogliando come nei Campi Flegrei, perché il vulcanismo aristofaneo che Dedola lascia emergere è la costante della nostra vita, tragica di per sé ma beffata e irrisa dalla selva selvaggia generatrice di lonze, leoni, lupi, i quali altro non sono che le nostre contraddizioni, le nostre viltà, i paradossi che s’accalcano sul palcoscenico come i burattini di Mangiafuoco.</p>
<p><a href="http://www.graficadelparteolla.com/brabaisa-elegia-di-un-esodo/copertina-bis-4/" rel="attachment wp-att-6485"><img src="http://www.graficadelparteolla.com/cnt/site/edizioni_grafica_parteolla/files/Copertina-bis3.jpg" alt="" title="Copertina bis" width="1063" height="1488" class="alignnone size-full wp-image-6485" /></a></p>
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		<title>Io sono Melania</title>
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		<pubDate>Tue, 01 Apr 2025 12:42:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>graficadelparteolla</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Una giovane donna di un paese della Sardegna, satellite della più grande Cagliari, racconta se stessa, le sue umili origini, la sua battaglia per emergere tra le contraddizioni di una piccola realtà di provincia. Per riuscirci dovrà infrangere le strette regole sociali con la sua dolcezza ma anche con la sua determinazione e audacia. Combatterà contro la propria famiglia che per proteggerla la vorrebbe monaca, magari di clausura. La delicatezza di Melania, questo il suo nome, si scontrerà con la rigida madre e il suo tenero papà. Scoprirà di avere talento in tutto ciò che richiede creatività, e in particolare per la moda. Frequenterà con profitto alcuni corsi sartoriali e presto tutti nel paese, ma anche fuori, giureranno che ha della “stoffa”. Sgomita con tutte le forze che ha in corpo e alla fine, nonostante nel frattempo abbia formato una solida famiglia, riuscirà a imporsi nelle sfilate di moda in Italia e in seguito anche all&#8217;estero, diventando un’abile e richiesta sarta di alta moda. Duetta coi grandi, Valentino, Versace, la Maison Brioni, e altri che la riconoscono come astro nascente. In tutta questa sfavillante carriera ci condurrà per mano a Parigi, New York, Toronto, Vienna, coinvolgendoci in un viaggio fantastico. Ci scopriremo a fare il tifo per lei e per la sua carriera. Non mancheranno le prove difficili e dolorose da superare e a un certo punto dovrà decidere tra la carriera e la famiglia, eterno dilemma della vita. Farà la scelta giusta? Lei sembra non avere né dubbi né rimorsi, e noi la accompagneremo con simpatia lungo la sua strada maestra, in un romanzo in cui si susseguono sorprese e colpi di scena.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Una giovane donna di un paese della Sardegna, satellite della più grande Cagliari, racconta se stessa, le sue umili origini, la sua battaglia per emergere tra le contraddizioni di una piccola realtà di provincia. Per riuscirci dovrà infrangere le strette regole sociali con la sua dolcezza ma anche con la sua determinazione e audacia. Combatterà contro la propria famiglia che per proteggerla la vorrebbe monaca, magari di clausura. La delicatezza di Melania, questo il suo nome, si scontrerà con la rigida madre e il suo tenero papà. Scoprirà di avere talento in tutto ciò che richiede creatività, e in particolare per la moda. Frequenterà con profitto alcuni corsi sartoriali e presto tutti nel paese, ma anche fuori, giureranno che ha della “stoffa”. Sgomita con tutte le forze che ha in corpo e alla fine, nonostante nel frattempo abbia formato una solida famiglia, riuscirà a imporsi nelle sfilate di moda in Italia e in seguito anche all&#8217;estero, diventando un’abile e richiesta sarta di alta moda. Duetta coi grandi, Valentino, Versace, la Maison Brioni, e altri che la riconoscono come astro nascente. In tutta questa sfavillante carriera ci condurrà per mano a Parigi, New York, Toronto, Vienna, coinvolgendoci in un viaggio fantastico. Ci scopriremo a fare il tifo per lei e per la sua carriera.<br />
Non mancheranno le prove difficili e dolorose da superare e a un certo punto dovrà decidere tra la carriera e la famiglia, eterno dilemma della vita. Farà la scelta giusta? Lei sembra non avere né dubbi né rimorsi, e noi la accompagneremo con simpatia lungo<a href="http://www.graficadelparteolla.com/io-sono-melania/io-sono-melania-isbn/" rel="attachment wp-att-6490"><img src="http://www.graficadelparteolla.com/cnt/site/edizioni_grafica_parteolla/files/Io-sono-Melania-ISBN.jpg" alt="" title="Io sono Melania ISBN" width="551" height="791" class="alignnone size-full wp-image-6490" /></a> la sua strada maestra, in un romanzo in cui si susseguono sorprese e colpi di scena.</p>
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		<title>Controstoria della Sardegna &#8211; Dalla Civiltà Nuragica al dominio spagnolo</title>
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		<pubDate>Mon, 30 Sep 2024 08:27:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>graficadelparteolla</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Storia locale e archeologia]]></category>
		<category><![CDATA[Francesco Casula]]></category>

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		<description><![CDATA[Come anticipato fin dal titolo è una “Controstoria”, dissonante rispetto alla storia ufficiale della scuola e degli stessi Media. Una storia mette in discussione contesta e smonta vecchie e inveterate certezze, luoghi comuni e pregiudizi diffusi ad arte dai nostri nemici: ad iniziare da Cicerone, insultante e diffamatore. Siamo abituati a testi, anche di livello specialistico, sulla “Sardegna punica”, “Sardegna romana”, “Sardegna bizantina”, “Sardegna spagnola”. In cui soggetti storici sono sempre gli Altri, gli occupanti i dominatori e, noi Sardi sempre “oggetti”. Passivi e marginali e “arretrati” noi e centrali invece loro: addirittura diffusori e portatori di civiltà e non, come realmente erano, predatori e sanguinari: ad iniziare dai Romani. Ebbene quest’opera racconta la “Sardegna, Sardegna”: analizzata “letta”, interpretata dal punto di vista di un sardo: senza alcun etnocentrismo ma anche senza ombre di subalternità culturale né di complessi di inferiorità o di minoritarismo.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Come anticipato fin dal titolo è una “Controstoria”, dissonante rispetto alla storia ufficiale della scuola e degli stessi Media. Una storia mette in discussione contesta e smonta vecchie e inveterate certezze, luoghi comuni e pregiudizi diffusi ad arte dai nostri nemici: ad iniziare da Cicerone, insultante e diffamatore.<br />
Siamo abituati a testi, anche di livello  specialistico, sulla “Sardegna punica”, “Sardegna romana”, “Sardegna bizantina”, “Sardegna spagnola”. In cui soggetti storici sono sempre gli Altri, gli occupanti i dominatori e, noi Sardi sempre “oggetti”. Passivi e marginali e “arretrati” noi e centrali invece loro: addirittura diffusori e portatori di civiltà e non, come realmente erano, predatori e sanguinari: ad iniziare dai Romani.<br />
Ebbene quest’opera  racconta la “Sardegna, Sardegna”: analizzata “letta”, interpretata dal punto di vista di un sardo: senza alcun etnocentrismo ma anche senza ombre di subalternità culturale né di complessi di inferiorità o di minoritarismo.<br />
<a href="http://www.graficadelparteolla.com/controstoria-della-sardegna-dalla-civilta-nuragica-al-dominio-spagnolo/controstoria-isbn/" rel="attachment wp-att-6473"><img src="http://www.graficadelparteolla.com/cnt/site/edizioni_grafica_parteolla/files/Controstoria-ISBN.jpg" alt="" title="Controstoria ISBN" width="554" height="788" class="alignnone size-full wp-image-6473" /></a></p>
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		<title>TEULADA STORIA E SOCIETÀ nel 400° anniversario della fondazione  (1624-2024)</title>
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		<pubDate>Mon, 01 Jul 2024 10:23:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>graficadelparteolla</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Storia locale e archeologia]]></category>
		<category><![CDATA[Giovanni Murgia]]></category>
		<category><![CDATA[Salvatore Loi]]></category>

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		<description><![CDATA[Nella ricostruzione del processo storico che ha profondamente segnato la vicenda umana di Teulada, dalla sua rifondazione nel 1624 fino ai nostri giorni, l’attenzione degli studiosi, Giovanni Murgia, Andrea Pubusa, Fabio Parascandolo, docenti universitari, Giovanni Serreli, ricercatore ISEM-CNR di Cagliari, Enrico Trogu, direttore dell’Archivio di Stato di Cagliari, e Salvatore Loi, hanno posto con puntualità scientifica l’attenzione sull’uomo, colto come singolo individuo, sia nel suo agire all’interno, che all’esterno delle aggregazioni sociali che lo contengono. Nel muoversi su questa traiettoria storica lo studio su Teulada ha richiesto un notevole impegno nella ricerca delle fonti documentarie reperite presso diversi archivi spagnoli, di Genova e di Cagliari, che ha consentito comunque di squarciare i veli di luoghi comuni, spesso banali, su una realtà territoriale che nel corso del tempo l’ha vista sempre proiettata verso l’orizzonte del mare, foriero allo stesso tempo di imprevedibili pericoli, ma anche di processi di crescita e di sviluppo, che poi hanno contribuito a plasmare la complessa, ma originale, identità teuladina. Nel cogliere il nesso imprescindibile del rapporto tra mare e comunità teuladina, si sono potute proporre nuove ipotesi storiografiche, con nuove ricostruzioni del passato, col ricorso anche al collegamento con altre discipline di studio, quali la geografia, la demografia, l’economia e la linguistica, seguendo un rigoroso metodo filologico e documentale, col rifiuto quindi di schemi e teorie pregiudiziali che risultino in contraddizione con l’evidenza fornita dal documento. La ricostruzione puntuale e rigorosa dell’evoluzione del processo storico relativo alla realtà teuladina in epoca moderna e contemporanea, inoltre, racchiude in se il pregio di porsi come educazione alla problematiche della storia, attraverso il ricorso ad un’analisi critica e razionale dei fenomeni, che proietta la sua attenzione su tutte le dimensioni dell’agire umano: da quella economica a quella sociale, culturale, demografica e religiosa. Gli eventi e le trasformazioni del passato &#8230; <a href="http://www.graficadelparteolla.com/teulada-storia-e-societa-nel-400-anniversario-della-fondazione-1624-2024/">Continua a leggere <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Nella ricostruzione del processo storico che ha profondamente segnato la vicenda umana di Teulada, dalla sua rifondazione nel 1624 fino ai nostri giorni, l’attenzione degli studiosi, Giovanni Murgia, Andrea Pubusa, Fabio Parascandolo, docenti universitari, Giovanni Serreli, ricercatore ISEM-CNR di Cagliari, Enrico Trogu, direttore dell’Archivio di Stato di Cagliari, e Salvatore Loi, hanno posto con puntualità scientifica l’attenzione sull’uomo, colto come singolo individuo, sia nel suo agire all’interno, che all’esterno delle aggregazioni sociali che lo contengono.<br />
Nel muoversi su questa traiettoria storica lo studio su Teulada ha richiesto un notevole impegno nella ricerca delle fonti documentarie reperite presso diversi archivi spagnoli, di Genova e di Cagliari, che ha consentito comunque di squarciare i veli di luoghi comuni, spesso banali, su una realtà territoriale che nel corso del tempo l’ha vista sempre proiettata verso l’orizzonte del mare, foriero allo stesso tempo di imprevedibili pericoli, ma anche di processi di crescita e di sviluppo, che poi hanno contribuito a plasmare la complessa, ma originale, identità teuladina.<br />
Nel cogliere il nesso imprescindibile del rapporto tra mare e comunità teuladina, si sono potute proporre nuove ipotesi storiografiche, con nuove ricostruzioni del passato, col ricorso anche al collegamento con altre discipline di studio, quali la geografia, la demografia, l’economia e la linguistica, seguendo un rigoroso metodo filologico e documentale, col rifiuto quindi di schemi e teorie pregiudiziali che risultino in contraddizione con l’evidenza fornita dal documento.<br />
La ricostruzione puntuale e rigorosa dell’evoluzione del processo storico relativo alla realtà teuladina in epoca moderna e contemporanea, inoltre, racchiude in se il pregio di porsi come educazione alla problematiche della storia, attraverso il ricorso ad un’analisi critica e razionale dei fenomeni, che proietta la sua attenzione su tutte le dimensioni dell’agire umano: da quella economica a quella sociale, culturale, demografica e religiosa. Gli eventi e le trasformazioni del passato risultano inseriti in un ampio contesto fatto di una molteplicità di elementi, spesso assai diversi e interagenti tra loro.<br />
L’indagine storica, attraverso un minuzioso e sistematico ricorso alle fonti documentarie, ha consentito agli studiosi di cogliere il nesso inscindibile, quel filo rosso che ha caratterizzato il rapporto fra le genti costiere teuladine ed il mare, che, anche nei momenti di maggiore tensione e pericolo, ha rappresentato una straordinaria risorsa economica e culturale nell’incontro-scontro fra genti diverse per usi, costumi e religione, fra mondo musulmano nordafricano e mondo cristiano. Mondi fra loro in perenne conflitto, ma che è occasione di un costante reciproco interscambio non solo commerciale, ma anche culturale, che si alimenta e si sostanzia nel comune operare nell’azzurra distesa delle acque del Mediterraneo, che pullula di vita frenetica, e che, con colori tutti propri, variegati e scintillanti inghirlanda quelle sponde che vi si affacciano.<br />
Il Mediterraneo diventa, ma lo è sempre stato, un luogo dove le identità si costruiscono nei secoli arricchendosi l’una dei caratteri speciali e peculiari dell’altra. Lo scontro diventa parte dell’incontro; la frontiera appare come un luogo aperto dove si affrontano e si confrontano identità già di per sé predisposte alla contaminazione, in virtù dell’esistenza del contatto stesso.  Il confine perde il suo valore assoluto di demarcazione, di chiusura, di netta contrapposizione, diventando soglia quasi impalpabile e impercettibile, e, nel bilancio di una geografia mediterranea, si piega ad annullare le dimensioni spaziali trasformando il bacino del mare in uno spazio aperto, che fa respirare e nutrire le terre dell’aria e dell’humus del vicino, togliendo senso e significato al confine stesso nella lingua, nella storia, nell’economia e nella cultura. Ed allora la manichea e retorica contrapposizione tra Oriente e Occidente, islam e cristianesimo, sardi e mori, capace solo di sterilizzare la sintesi di mondi differenti, finalmente si annulla e il Mediterraneo diventa un immenso laboratorio di un’unica civiltà multiforme. Le sponde del Mediterraneo si avvicinano, si fondono in un unico nucleo territoriale, attraverso il contatto che dà origine a dinamiche “inclusive”.<br />
E la rinascita di Teulada, pur fra i costanti pericoli dovuti alla presenza barbaresca, soprattutto quando il conflitto fra paesi nordafricani e la Spagna diventa più aspro, coinvolgendo anche la Sardegna, regno satellite, continuerà a dipendere dal suo rapporto con il mare. Infatti il pioniere  del primo nuovo insediamento, il mercante genovese Pietro Porta, è tra gli esponenti di maggior peso della nutrita presenza di mercanti di estrazione ligure-genovese presenti a Cagliari, tra la fine del Cinquecento ed i primi del Seicento, ad investire notevoli capitali nella pesca del corallo e nell’impianto delle tonnare nel mare prospiciente l’odierna Teulada, ed a promuovere un nuovo insediamento abitativo nella località di Sant’Isidoro, comunque esposta sempre agli attacchi dei corsari, e quando il territorio appare del tutto spopolato con la sola presenza di pastori sulcitani e barbaricini distribuiti nella sua vasta area collinare e montana.<br />
L’iniziativa del Porta, che per proteggere le sue attività per lo sfruttamento delle risorse del mare, s’impegna anche nella costruzione di torri litoranee per il respingimento di eventuali attacchi corsari, non andrà a buon fine. In assenza di eredi maschi, alla sua morte, avvenuta il 3 ottobre del 1620, lasciava in dote il feudo alla figlia Caterina che al momento del matrimonio (4 febbraio 1621) lo portava in dote a Salvatore Sanna, coadiutore del Razionale e nipote dei Martì, che tra l’altro, insieme ai Nater, Polero, Pintor, Ascheri (Asquer) ed altri controllavano in maniera quasi monopolistica anche il commercio del grano sardo nell’area mediterranea. Intanto il territorio, nonostante il Porta avesse animato le coste col fervore della sua attività, e tentato di introdurvi alcune famiglie, rimaneva di fatto spopolato. Ad allontanare la popolazione era ancora una volta il timore delle incursioni barbaresche, divenute più frequenti nel tornante di fine Cinquecento anche per l’acuirsi della tensione fra Spagna e nord Africa, che la costruzione delle torri non era valsa a scoraggiare. Come pure da non trascurare è anche il fatto che la tonnara di Pixinnì, a partire dal 1606, veniva di fatto abbandonata per scarsa redditività, come pure quella di Portopino per la nutrita presenza di foche mona (bous marins) che,  squarciando le reti, liberavano i tonni catturati<br />
Spetterà pertanto al nuovo barone Salvatore Sanna, marito della figlia Caterina, riattivare il ripopolamento del sito. Il 29 gennaio 1624, Filippo IV, dalla “Casa del Pardo” di Madrid, lo riconfermava infatti nella successione del feudo, rimarcando che la Corona caldeggiava il ripopolamento della Baronia. Il decreto reale veniva registrato a Cagliari il 28 marzo del 1624 dal notaio Francesco Vilaret, su istanza del viceré don Juan Vivas.<br />
Sembra essere questo l’atto decisivo per la nascita della nuova Teulada nel sito attuale, dopo il primo tentativo di insediamento avviato dal Porta nella località dove sorge la chiesa di Sant’Isidoro.<br />
Alla morte di Agostino Sanna, figlio di Salvatore e Caterina Porta, il feudo, per mancata successione ereditaria, rientrava nella piena e mera disponibilità della Corona, ma continuava a restare scarsamente popolato. Veniva messo quindi all’asta, ed il 7 luglio del 1668 assegnato ad Antonio Catalán, la cui famiglia, di origine provenzale, trasferitasi a Cagliari ai primi del XVII secolo, con i traffici mercantili internazionali era riuscita ad accumulare un cospicuo patrimonio, operando in stretto rapporto con i genovesi presenti a Cagliari.<br />
Per avviare un serio ripopolamento del vasto territorio ricadente nella Baronia, largamente privo di popolazione, il Catalán, agendo con lo spirito del mercante-imprenditore che investe capitali per trarne dei profitti, ma con la prospettiva in qualità di feudatario di assicurarsi una rendita feudale certa, il 4 di novembre del 1671, in Cagliari, stipulava una Carta puebla, una carta di ripopolamento, con 27 futuri coloni: di essi, se non per alcuni, non è dato conoscere la provenienza territoriale, né tantomeno la condizione sociale. Di certo, comunque, la gran parte di essi erano persone pratiche d’agricoltura ed artigiani con specifiche competenze, iscritti ai Gremi della città di Cagliari, che intendevano impegnarsi in una impresa dagli esiti non scontati.<br />
L’accettazione di un trasferimento ad altro territorio diverso da quello d’origine, con l’assegnazione di terre da coltivare e il riconoscimento di franchigie fiscali per diversi anni, avrebbe potuto assicurare una stanzialità stabile e di lunga durata, e poteva apparire come la conquista della “terra promessa”, dove progettare un futuro di vita indubbiamente migliore di quello fino ad allora goduto.<br />
La ricolonizzazione di un territorio, come quello di Teulada e de sos casales de su termino y jurisdición, non solo debolmente popolato, ma che presentava una situazione sociale alquanto sfilacciata e precaria, per il Catalán si presentava fin dal primo momento ardua e azzardata soprattutto in termini di investimento economico. L’impresa, comunque, appare ben pensata e meglio condotta se già subito dopo il primo insediamento dei coloni si registravano nuove adesioni.<br />
La presenza più stabile e diffusa sul territorio collinare e montano di insediamenti economico-produttivi contribuiva anche ad innervare la dinamica demografica del centro abitato di Teulada in quanto i rapporti sociali, attraverso strategie matrimoniali sempre meno endogamiche e più allargate, tendevano a consolidarsi, contribuendo nel contempo a sviluppare e a radicare anche una nuova coscienza di appartenenza identitaria della comunità all’interno di un vasto territorio che economicamente e culturalmente ne rappresenta il punto di riferimento, cioè il suo fundamentu, che dal territorio del centro abitato s’irradia a raggiera, comprendendo anche gli insediamenti satellitari dei furriadroxius e dei medaus.<br />
E nel rapporto organico tra uomo e spazio naturale del territorio la comunità teuladina troverà le radici di una propria e specifica identità materiale, sociale e culturale. In questo caso la “storia locale” acquista una dimensione spaziale mediterranea, che tende ad esaltare il rapporto stretto fra centro del potere e periferia, per cui se è vero che  la “grande Storia” illumina la “piccola”, è anche vero che la “piccola” può illuminare la “grande”.<br />
<a href="http://www.graficadelparteolla.com/teulada-storia-e-societa-nel-400-anniversario-della-fondazione-1624-2024/teulada-copertina-isbn/" rel="attachment wp-att-6468"><img src="http://www.graficadelparteolla.com/cnt/site/edizioni_grafica_parteolla/files/Teulada-Copertina-ISBN.jpg" alt="" title="Teulada Copertina ISBN" width="619" height="876" class="alignnone size-full wp-image-6468" /></a></p>
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		<title>Manifestazione dello spirito &#8211; Viaggio oltre la quinta dimensione</title>
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		<pubDate>Wed, 01 May 2024 13:24:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>graficadelparteolla</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Pensiero, filosofia, religione]]></category>
		<category><![CDATA[Varie]]></category>
		<category><![CDATA[Seu Antonello]]></category>

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		<description><![CDATA[&#8220;Viviamo la nostra esistenza su un piccolo pianeta azzurro del Sistema Solare della Via Lattea. La vita dell’uomo, dal concepimento alla morte, è un grande romanzo ricco di avvenimenti e di episodi, di comportamenti e di situazioni che caratterizzano l’essere di ogni persona. L’autore descrive in questo libro come l’espressione più alta e complessa del cervello umano, il pensiero, prenda forma e si manifesti. Vengono prese in considerazione condizioni e sostanze che interagiscono negativamente con l’elaborazione di questa funzione. Si accenna alle dimensioni che precedono la quinta dimensione: quella della coscienza che guida e indirizza le nostre azioni. Il viaggio va ancora oltre: si spinge là dove il tempo non è più regolatore dei cicli della natura. L’autore ci porta verso tutto ciò che a noi è celato, verso quelle melodie che si compongono nella misteriosa dimensione dell’universo. Amiamo, gioiamo e poi ci spegniamo come scintille di un intenso falò. In questo libro viene elaborato il concetto della morte attraverso il racconto di tre persone tornate alla vita. Veniamo a sapere che lo spirito di un individuo, carico di energia, prese le sembianze corporali, prosegue in una vita parallela&#8221;. Angela Fiorillo &#8220;Questo libro si potrebbe definire una raccolta di versi su vari argomenti che, per un eccesso di autostima, chiamo poesie. Lo potrei ancora definire l’insieme dei principi fondamentali che caratterizzano un “corretto stile di vita”. In realtà si tratta di tre storie, molto simili tra loro, raccontate da tre persone diverse. Quando l’uomo si avvicina alla dimensione dello spirito, solo allora, compiuto il rito di purificazione è concesso iniziare il percorso di conoscenza superiore verso la verità assoluta&#8221;. L&#8217;autore]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;Viviamo la nostra esistenza su un piccolo pianeta azzurro del Sistema Solare della Via Lattea.<br />
La vita dell’uomo, dal concepimento alla morte, è un grande romanzo ricco di avvenimenti e di episodi, di comportamenti e di situazioni che caratterizzano l’essere di ogni persona.<br />
L’autore descrive in questo libro come l’espressione più alta e complessa del cervello umano, il pensiero, prenda forma e si manifesti. Vengono prese in considerazione condizioni e sostanze che interagiscono negativamente con l’elaborazione di questa funzione.<br />
Si accenna alle dimensioni che precedono la quinta dimensione: quella della coscienza che guida e indirizza le nostre azioni. Il viaggio va ancora oltre: si spinge là dove il tempo non è più regolatore dei cicli della natura.<br />
L’autore ci porta verso tutto ciò che a noi è celato, verso quelle melodie che si compongono nella misteriosa dimensione dell’universo.<br />
Amiamo, gioiamo e poi ci spegniamo come scintille di un intenso falò.<br />
In questo libro viene elaborato il concetto della morte attraverso il racconto di tre persone tornate alla vita. Veniamo a sapere che lo spirito di un individuo, carico di energia, prese le sembianze corporali, prosegue in una vita parallela&#8221;.<br />
Angela Fiorillo</p>
<p>&#8220;Questo libro si potrebbe definire una raccolta di versi su vari argomenti che, per un eccesso di autostima, chiamo poesie.<br />
Lo potrei ancora definire l’insieme dei principi fondamentali che caratterizzano un “corretto stile di vita”.<br />
In realtà si tratta di tre storie, molto simili tra loro, raccontate da tre persone diverse.<br />
Quando l’uomo si avvicina alla dimensione dello spirito, solo allora, compiuto il rito di purificazione è concesso iniziare il percorso di conoscenza superiore verso la verità assoluta&#8221;.<br />
L&#8217;autore</p>
<p><a href="http://www.graficadelparteolla.com/manifestazione-dello-spirito-viaggio-oltre-la-quinta-dimensione/copertina-antonello-seu-isbn/" rel="attachment wp-att-6449"><img src="http://www.graficadelparteolla.com/cnt/site/edizioni_grafica_parteolla/files/Copertina-Antonello-Seu-ISBN.jpg" alt="" title="Copertina Antonello Seu ISBN" width="1659" height="2336" class="alignnone size-full wp-image-6449" /></a></p>
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		<item>
		<title>IL VENTENNIO FASCISTA IN OGLIASTRA &#8211; Amministratori &#8211; Sovversivi &#8211; Antifascisti &#8211; Confinati</title>
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		<pubDate>Mon, 01 Apr 2024 07:02:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>graficadelparteolla</dc:creator>
				<category><![CDATA[Catalogo]]></category>
		<category><![CDATA[Storia locale e archeologia]]></category>
		<category><![CDATA[Pirroni Luigi]]></category>

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		<description><![CDATA[Presentazione del curatore Quest’opera è frutto di lunghe ricerche d’archivio. La motivazione principale di questa ricerca si può riassumere nell’intento di selezionare e raccogliere le informazioni storiche, documentate in modo super partes, di un periodo drammatico per il nostro Paese e, in particolare, della nostra terra d’Ogliastra. In verità, al momento della consegna della prima bozza alla tipografia, è emersa con chiarezza la necessità di integrare i documenti raccolti, di per sé espliciti nel rivendicare il carattere orgoglioso e indipendente delle genti del nostro territorio, con le narrazioni di episodi di vita reale dei protagonisti di quell’epoca tormentata. Episodi che confermano e ampliano la natura immutata di resistenza ad ogni forma di autorità imposta da parte dei nostri grandi Vecchi. Da questa visione nasce l’idea di considerare questa pubblicazione come una prima formale attestazione del coraggio e dello spirito indipendente dei nostri Padri. Sollecitiamo pertanto i Lettori che volessero farlo a contribuire con scritti e foto dell’epoca, anche narrazioni di memorie, oramai sempre più lontane nel tempo, per conservare e tramandare valori dei quali, oggi più che mai, c’è pressante necessità. Il materiale così raccolto potrebbe costituire un ampliamento e un consolidamento della mia ricerca, incrementandone in modo esponenziale il valore di testimonianza per le generazioni a venire. Informo i possibili interessati che renderò disponibile il materiale raccolto, attualmente in mio possesso, presso la sede ANPI territoriale di prossima apertura. Rivolgo un invito a ricercatori appassionati, di ciascun paese ogliastrino, ad approfondire le vicende del periodo storico in esame prendendo in mano i documenti e arricchire così la ricerca con interviste agli anziani del proprio paese, i soli ancora in grado di fornire testimonianze dirette. Quest’ultimo è un lavoro che mi proponevo di fare ma, viste le problematiche incontrate, sia per motivi logistici sia per la difficoltà oggettiva di contattare &#8230; <a href="http://www.graficadelparteolla.com/il-ventennio-fascista-in-ogliastra-amministratori-sovversivi-antifascisti-confinati/">Continua a leggere <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Presentazione del curatore<br />
Quest’opera è frutto di lunghe ricerche d’archivio. La motivazione principale di questa ricerca si può riassumere nell’intento di selezionare e raccogliere le informazioni storiche, documentate in modo super partes, di un periodo drammatico per il nostro Paese e, in particolare, della nostra terra d’Ogliastra.<br />
In verità, al momento della consegna della prima bozza alla tipografia, è emersa con chiarezza la necessità di integrare i documenti raccolti, di per sé espliciti nel rivendicare il carattere orgoglioso e indipendente delle genti del nostro territorio, con le narrazioni di episodi di vita reale dei protagonisti di quell’epoca tormentata. Episodi che confermano e ampliano la natura immutata di resistenza ad ogni forma di autorità imposta da parte dei nostri grandi Vecchi. Da questa visione nasce l’idea di considerare questa pubblicazione come una prima formale attestazione del coraggio e dello spirito indipendente dei nostri Padri. Sollecitiamo pertanto i Lettori che volessero farlo a contribuire con scritti e foto dell’epoca, anche narrazioni di memorie, oramai sempre più lontane nel tempo, per conservare e tramandare valori dei quali, oggi più che mai, c’è pressante necessità. Il materiale così raccolto potrebbe costituire un ampliamento e un consolidamento della mia ricerca, incrementandone in modo esponenziale il valore di testimonianza per le generazioni a venire.<br />
Informo i possibili interessati che renderò disponibile il materiale raccolto, attualmente in mio possesso, presso la sede ANPI territoriale di prossima apertura. Rivolgo un invito a ricercatori appassionati, di ciascun paese ogliastrino, ad approfondire le vicende del periodo storico in esame prendendo in mano i documenti e arricchire così la ricerca con interviste agli anziani del proprio paese, i soli ancora in grado di fornire testimonianze dirette. Quest’ultimo è un lavoro che mi proponevo di fare ma, viste le problematiche incontrate, sia per motivi logistici sia per la difficoltà oggettiva di contattare le persone giuste, mi sono reso conto che quel lavoro è più adatto a soggetti interessati e con una conoscenza più profonda del proprio paese.<br />
Nella pubblicazione dei documenti d’archivio, vista la consistenza del materiale raccolto, ho cercato di sintetizzare con la conseguenza che molti fatti sono rimasti esclusi da questa pubblicazione. Inoltre ho lasciato fuori anche tanti documenti che possono contenere dati sensibili. I fatti che emergono dai documenti consultati e copiati dagli Archivi di Stato, si riferiscono a tanti personaggi, sia amministratori che “sovversivi” e, per loro parte a seconda del lato della barricata dove la loro vicenda personale li ha collocati, chi nel bene operare chi nel male, fanno parte di questa pubblicazione. Non era mio intento ne compito giudicare i fatti avvenuti ma esporli così come si sono avvicendati senza nulla aggiungere. I protagonisti, per dirla come gli antichi gladiatori di epoca imperiale romana, non sono ormai altro che “ombra e polvere” ma ai loro discendenti chiedo scusa se qualcuno di essi si dovesse sentire toccato dolorosamente dalle vicende pubblicate.<br />
Luigi Pirroni<a href="http://www.graficadelparteolla.com/il-ventennio-fascista-in-ogliastra-amministratori-sovversivi-antifascisti-confinati/copertina-isbn-5/" rel="attachment wp-att-6443"><img src="http://www.graficadelparteolla.com/cnt/site/edizioni_grafica_parteolla/files/Copertina-ISBN4.jpg" alt="" title="Copertina ISBN" width="549" height="786" class="alignnone size-full wp-image-6443" /></a></p>
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